Tipi di ghisa

Quando si parla di tipologie di ghise si è soliti pensare alla più comune distinzione conosciuta dagli addetti ai lavori: ghisa base, ghisa bianca, ghisa grigia, ghisa malleabile e ghisa sferoidale

Ma da dove traggono origine queste diversi tipi di ghisa? Ne avevamo già parlato in maniera più dettagliata nel precedente approfondimento “Diversi tipi di ghise, diversi tipi di grafite“, valutando come può differenziarsi la ghisa partendo dallo studio della sua curva di raffreddamento e le sue derivate.


Possiamo però fare una prima generale distinzione tra ghise d’affinazione o di prima fusione, solitamente utilizzate nella produzione dell’acciaio (questo tipo di ghisa è nella maggior parte dei casi derivante dall’altoforno) e ghisa da fonderia o di seconda fusione.

La DIAGRAMMA DI STATO FE-C_FASSMETghisa di seconda fusione, nel caso specifico di nostro interesse, così come l’acciaio è frutto di una composizione lega specifica, la lega Fe-C, in cui il carbonio costituisce quasi sempre l’elemento fondamentale e determina alcune prime principali caratteristiche.

Importante comunque notare che il carbonio non è l’unico fattore che influenza la ghisa. Altri fattori di cui tenere conto e di cui si parlerà successivamente nello specifico sono composizione chimica, velocità di raffreddamento, eventuale trattamento termico ed eventuale trattamento della ghisa fusa.

Per quanto riguarda la quantità di carbonio presente in tale composizione infatti esistono in letteratura due diagrammi di stato Fe-C:

  • Diagramma ferro-cementite detto anche metastabile
  • Diagramma ferro –grafite detto anche stabile

Nella pratica, entrambi i diagrammi vengono utilizzati per lo studio delle ghise. Sono inoltre utilizzati assieme, sovrapposti l’uno all’altro, al fine di ottenere strutture miste grafitico-cementitiche.

Attenzione che la stessa curva di raffreddamento, di cui accennato prima, può fornire importanti informazioni chiarendo se la solidificazione della ghisa ha luogo seguendo il diagramma stabile oppure metastabile.

FORME DI GRAFITE_FASSMETLa grafite inoltre può essere individuata dalla microstruttura della ghisa stessa. Essa si può a sua volta distinguere quindi in grafite lamellare o vermicolare oppure in grafite sferoidale.

Questa diventa quindi altro fattore determinante nella distinzione più comunemente nota della ghisa ( ghisa base, ghisa bianca, ghisa grigia, ghisa malleabile e ghisa sferoidale). Le forme di grafite inoltre influenzano le proprietà meccaniche e l’applicazione finale del prodotto finito (getto). Ma questo tema in particolare verrà anch’esso successivamente approfondito.

Infine è possibile individuare per ciascuna tipologia di ghisa, dal diagramma Fe-C, 3 suddivisioni a seconda sempre della percentuale di carbonio presente: ghisa eutettica, ghisa ipoeutettica e ghisa ipereutettica.

  1. Ghisa eutettica con %C pari 4,3%
  2. Ghisa ipoeutettica con %C tra il 2 e il 4,3%
  3. Ghisa ipereutettica con %C al di sopra del 4,3%

Quindi per riassumere, tutte le ghise rappresentano il risultato di una particolare composizione chimica Fe-C. Essendo il carbonio il primo principale elemento che le influenza, possiamo studiare in che quantità questo incide nella formazione dei vari tipi di ghisa analizzando il diagramma di fase Fe-C e identificando la relativa percentuale.